CONTEST JACK FIN REPORT IVAN73: COME QUANDO TUTTO EBBE INIZIO

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

CONTEST JACK FIN REPORT IVAN73: COME QUANDO TUTTO EBBE INIZIO

Messaggio Da themasterfish il Ven Apr 07, 2017 6:01 pm

C’è qualcosa d’irrazionale che ci spinge a lasciare il calore domestico per sfidare il freddo pungente delle serate invernali,la gelida brezza che sembra passare in ogni spiraglio che il nostro abbigliamento concede,dopo molti anni non riesco ancora a spiegarmelo in modo plausibile, probabilmente è soprattutto passione o istinto atavico verso un attività che si perde nella notte dei tempi,che accompagna l’uomo da ere antichissime.
E così per l’ennesima volta mi accingo a sfidare le rigide temperature di gennaio per andare a sfruttare una scaduta che almeno sulla carta si preannuncia promettente, si ripete il rito dei preparativi,scelgo con cura gli artificiali da mettere in borsa,controllo l’ultima parte di trecciato,rifaccio il finale non si sa mai,meglio non andare incontro a spiacevoli sorprese.
Carico tutto in auto,passo a prendere un amico e si parte direzione mare,la meta sarà uno spot del Tirreno centrale,durante il viaggio di andata solitamente le aspettative sono sempre al massimo, l’adrenalina inizia a far sentire i suoi primi effetti e l’oretta scarsa che ci separa dallo spot passa velocemente.
Arrivati a destinazione,la prima boccata di aria salmastra mi rievoca profumi che hanno radici lontane,ricordandomi ogni volta che non riesco a stare lontano dal mare per molto tempo nonostante gli impegni e la frenesia della quotidianità,il suo continuo rumore come un respiro infinito ti entra dentro,nel profondo,non ti lascia,ti fa capire che l’essenza della vita risiede proprio in queste cose semplici,spesso scontate,ma di cui non possiamo fare a meno.
Ci attende una bella scaduta in fase molto avanzata,onda lunga e acqua non limpidissima ma leggermente opaca e di color verde intenso,vento quasi assente,sicuramente condizioni che fanno ben sperare.
E’ metà pomeriggio e mancano meno di un paio d’ore al cambio di luce,si inizia provando a rotazione diversi artificiali per capire cosa possa essere di maggior gradimento.
Needle dal movimento sinuoso recuperati  lentamente con brevi stop e ripartenze finiscono per attirare l’attenzione di un branchetto di serrotti in caccia,sono pesci di taglia piuttosto modesta,intorno al chilo o poco più,ci regalano qualche attacco a galla con la superficie dell’acqua che si apre in mille spruzzi,brevi combattimenti ma sempre spettacolari caratterizzati da salti e piccole fughe,li rilasciamo con la speranza di poterli rincontrare quando avranno raggiunto una taglia ben più interessante.
Dopo qualche cattura, improvvisamente così come era arrivato, il branchetto si sposta e gli attacchi cessano,intanto il sole inizia ad abbassarsi sopra l’orizzonte e i colori virano dalle tonalità dell’azzurro e del violaceo ai toni caldi del rosa e dell’arancio,fondendosi in molteplici sfumature che danno vita a quello che è lo spettacolo del tramonto,spettacolo che da solo giustifica il tempo speso per arrivare fin lì a prescindere da quello che sarà l’esito della battuta di pesca.


foto concorso

Inizia a fare buio,il momento è senza ombra di dubbio propizio ma i pesci sembrano letteralmente spariti, c’è qualcosa di strano,che non mi convince,insisto con la sensazione che qualcosa possa ancora accadere.
Sento dentro di me che è il momento di puntare alla preda di taglia,anche perché qualche altro eventuale serrotto non avrebbe fatto molta differenza,voglio sperare nel colpaccio.
Metto su un generoso popper che con il suo volume,il rumore sordo dei suoi pop avrebbero potuto attirare l’attenzione del grosso serra,una micidiale macchina da caccia,un mix perfetto di astuzia,forza e velocità,proverbiali i suoi inseguimenti e rifiuti che farebbero snervare anche il più pacato dei pescatori,ma l’oscurità è una nostra preziosa alleata capace di fargli perdere parte della sua naturale diffidenza,di confonderlo,di indurlo nell’errore fatale.  
Cerco di far volare il popper più lontano possibile caricando al massimo la canna,che sibila nell’aria durante la frustata,conosco bene la mia vecchia compagna di tante avventure fino ad ogni sua recondita fibra,so che può far arrivare la mia esca laggiù dove due correnti superficiali s’incontrano creando un striscia molto interessante dove i predatori si fermano in caccia, fare distanza in quello spot risulta il più delle volte determinante.
Si susseguono i lanci ma  nulla accade,comincio a rilassarmi così come succede nei momenti di stanca della pescata,cala un po’ la concentrazione,il pensiero viaggia altrove,ma poi d’improvviso quando meno te l’aspetti,arriva lo strike,molto lontano dopo i primi giri di manovella,non un attacco qualsiasi uno di quelli che quasi ti tolgono la canna dalle mani,che ti fanno pensare immediatamente che dall’altro capo non c’è il solito pesce,ma un pezzo sopra la media.
Ferro uno,due volte,la prima lunga fuga accompagnata dal sublime suono della frizione conferma che si tratta di un esemplare di tutto rispetto,lo vedo saltare, la sua sagoma argentea brilla riflessa dal bagliore della luna che ormai illumina il cielo con una luce biancastra,è il momento più critico quando salta scrollando velocemente la testa nel tentativo di liberarsi dall’artificiale,ma evidentemente è allamato bene.
Le scorribande durano pochi ma interminabili minuti fino agli ultimi tentavi di fuga che prova ogni qualvolta cerco di riportarlo sotto,dando fondo alle ultime forze con delle veloci ripartenze,poi finalmente sfinito si gira su un fianco e capisco che questa volta la battaglia è vinta da chi impugna la canna,in qualche altra occasione l’esito era stato a mio sfavore come quando mi aveva spianato l’ancoretta di un long jerk dopo le prime rabbiose testate.
Risulterà al boga oltre le 12 libbre,sono felice,come fui felice quando tutto ebbe inizio,molti anni fà in un caldo pomeriggio d’estate,quando da bambino,catturai in riva ad un piccolo lago la mia prima preda,un persico sole con una canna di bambù,un galleggiantino di sughero e un secchiello con quattro vermetti.
Una felicità effimera che lascia spazio anche a un velo di rammarico,sappiamo bene che catture così ormai sono rare sulle nostre coste,ma potrebbero essere più frequenti un po’ovunque,potrebbero fare la felicità di molti se il mare non fosse troppo sfruttato da chi,più o meno legalmente,preleva con sistemi tecnologicamente sempre più avanzati quantitativi di pescato non più ecosostenibili,agevolati anche dalle solite leggi inadeguate e da controlli carenti!  


_________________
L'uomo veramente grande e' colui che fa sentire grande ogni altro uomo.. Chesterton
Di fronte al mare la felicità è un'idea semplice Jean-Claude Izzo
Il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo sanno ascoltare Giovanni Verga

CAPITANRUSTYHOOK
avatar
themasterfish
Admin

Numero di messaggi : 9988
Età : 49
Località : SICILIA
Data d'iscrizione : 16.12.08

http://www.mercatinodellapesca.com

Tornare in alto Andare in basso

Re: CONTEST JACK FIN REPORT IVAN73: COME QUANDO TUTTO EBBE INIZIO

Messaggio Da Piggy il Ven Apr 14, 2017 9:32 am

Da amante dei serroni, voto questo report! Bella bestiolina
avatar
Piggy

Numero di messaggi : 59
Località : Maremma
Data d'iscrizione : 12.01.17

Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto


 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum